Novanta anni da quando Gramsci, nel 1920, disse «Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti».

Si stima fino a un massimo di un milione di meridionali uccisi e/o deportati in lager come quello di Fenestrelle, dove ancora oggi si legge la terrificante frase: «Ognuno vale non in quanto è ma in quanto produce». Per non parlare delle donne violentate, gli eccidi di interi paesi, e delle teste di patrioti duosiculi tagliate e ancora oggi a mo di monito e vanto esposte al pubblico.

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