Reddito di cittadinanza ai meridionali.

Le ultime elezioni politiche del 4 marzo 2018, sono state contrassegnate da promesse politiche iniziali e considerazioni post voto che come al solito hanno evidenziato una conferma di discriminazione verso il Sud.

Mi trovo a scrivere, io Rocco, Terrone, perché la voce meridionale abbia un ulteriore tono superiore, se non orecchie per ascoltare dai media, occhi per leggere in questo blog.
Io, Rocco, Terrone non sto in questo caso a incalzare idee e opinioni da Borbone, ma denuncio quanto si arrivi a facili considerazioni e quanto i media, i politici, giocano nella identificazione negativa del meridione.

Il caso del meridione ed il risultato elettorale del 4 marzo 2018

Sinteticamente, hanno vinto i 5 stelle, in tutto il Sud e buon risultato della Lega “nord” al nord.
Poiché tra le promesse, l’impegno, il programma dei 5 stelle c’è il reddito di cittadinanza, per i leghisti, i 5 stelle hanno vinto le elezioni politiche con percentuali considerevoli, perché l’elettorato meridionale mira al reddito di cittadinanza.

Non metto in dubbio che potrebbe essere anche una buona idea. utilizzata peraltro in mezza Europa, quella del reddito e che molti siano stati quantomeno stuzzicati dall’idea, ma.. Il sud ha generato e continua a generare LAVORATORI per tutto il nord e nel mondo. Siamo costretti ad emigrare, sono secoli che le politiche ci costringono ad emigrare per lavoro. Al Sud, da sempre interessa più il lavoro che un reddito di cittadinanza.

Il Sud lavoratore.
La forza lavoro nel mondo e sopratutto al nord italia è sempre stata meridionale, i meridionali hanno costruito il nord. Città come Torino, Milano, in emilia, veneto, ORDE di calabresi, siciliani, sardi, pugliesi, campani ricercatissimi perché sanno impegnarsi e sacrificarsi per il lavoro, hanno dovuto abbandonare le proprie case, i terreni, i genitori e quanto più emotivamente di più caro per trovare lavoro altrove. Anche se nelle nelle odiose case del nord c’era il cartello, “non si affittano case ai meridionali“, nelle fabbriche, nella agricoltura e in tutti i settori del lavoro, c’erano e ci sono meridionali.

I politici perdenti e anche quelli della Lega, hanno pensato di giustificare la vittoria dei 5 stelle insultando il Mezzogiorno, vuol dire che ce ne ricorderemo la prossima volta. Mi tocca fare il tifo per i 5 stelle anche se personalmente non li ho votati. Sono schifato dell’uso dei media, dei proclami politici insensati. Si fa discriminazione.

Il Sud, lavoratore, lo è da sempre! Il reddito di cittadinanza alla fine il meridionale, probabilmente manco lo prenderà, ma neanche gli insulti.
Da noi si dice: prima di parlare, sciacquatevi la bocca.

Distillato di BergamottoRicordando le eccellenze del Sud, dove tutto è più buono e salutare, di un prodotto vi voglio parlare…. (citazione spontanea in rima)
Da oltre un secolo i nostri avi utilizzano un sottoprodotto (termine tecnico) del bergamotto, l’olio essenziale di bergamotto, per aromaterapia, come calmante, antidepressivo e antisettico.
dall’olio essenziale, attraverso un processo di filtrazione si produce un ulteriore sottoprodotto (ancora termine tecnico) il distillato di Bergamotto, che privo di Bergaptene, lo si utilizza per acne, anticaduta capelli e per quei fastidiosi dolori reumatici e muscolari.

Tutti questi prodotti sono in vendita sul sito www.tipical.it e sono garantiti dalla tracciabilità di filera “Originale Calabrese” ulteriori informazioni li troverete sul sito www.olioessenzialedibergamotto.it

Tornando al Distillato di Bergamotto, il sottoprodotto del sottoprodotto, sembra che più di frantuma il bergamotto è più è in grado di fare miracoli per la nostra salute, solo per battuta e senza offendere chi terrone non è, per voi che abitate in zone fredde, umide e piene di nebbia e smog, procuratevi questo prodotto, vi sentirete meno stressati, più clami e forse un poco più terroni…. (quest’ultimo è il più importante).

Un’altra “pillola” per raggiungere la perfezione vi è stata donata dal V/s Rocco Terrone, salutiamo gli amici e statemi bene… col distillato di bergamotto!!!

Non capisco questa società italiana… a volte credo di non essere in sintonia con i miei stessi Terroni. non si fa che parlare di ministeri della Repubblica da trasferire al nord.
E al Sud???
Perchè non si discute pure di un Ministero a Palermo o Napoli?
Se federalismo deve essere, deve esserlo per tutti!!!

Scriveva Giustino Fortunato: “Amico mio, adoperiamoci finchè l’Italia vivi e perduri, perchè soltanto due o tre secoli di unità possono, forse, redimere il Mezzogiorno”.

In effetti 150 anni non sono bastati, dopo aver depredato beni, e menti, oggi abbiamo un’Italia ricca come la Baviera a Nord, e la regione più povera d’Europa al Sud.

Nella analisi su quali basi si è unificata l’Italia, provate a fare questa ricerca che qui propongo in pillola.

Nino Bixio amico di Giuseppe Mazzini.
Mazzini ebbe su Nino una grande influenza politica nell’iniziarlo all’idea di un’Italia unita e repubblicana, conquistandolo alla causa della Giovine Italia, l’associazione mazziniana che auspicava l’unione e l’indipendenza di tutti gli stati d’Italia.
Diceva Nino Bixio…. “Al Sud i nemici non basta ucciderli, bisogna straziarli, bruciarli vivi a fuoco lento, E’ un paese che bisogna distruggere o almeno spopolare, mandarli in Africa a farsi civili”

Dal 1861 si tenta si sopprimere la vergogna della prima pulizia etnica della nostra storia comune con l’uccisione di migliaia e migliaia di contadini definiti Briganti.

Rocco Terrone

Novanta anni da quando Gramsci, nel 1920, disse «Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti».

Si stima fino a un massimo di un milione di meridionali uccisi e/o deportati in lager come quello di Fenestrelle, dove ancora oggi si legge la terrificante frase: «Ognuno vale non in quanto è ma in quanto produce». Per non parlare delle donne violentate, gli eccidi di interi paesi, e delle teste di patrioti duosiculi tagliate e ancora oggi a mo di monito e vanto esposte al pubblico.

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